Pagina:AA. VV. – Opuscoli e lettere di riformatori italiani del Cinquecento, Vol. I, 1913 – BEIC 1888692.djvu/30



esso Signore: «Molti giusti e profeti desiderano di vedere le cose che voi vedete e udir le cose che voi udite, e non le udirno». Il medesimo Ambrosio, esponendo il primo capitolo della prima alli corinzi, dice apertissimamente che chiunque crede in Cristo è giustificato senza opere e senza merito alcuno, ricevendo per la fede sola la remissione de’ peccati. Questo stesso afferma in una epistola ad Ireneo con queste parole: «Niuno si glori delle opere, perché niuno è giustificato per le sue opere; ma chi è giusto ha la giustizia in dono, perché è giustificato per Cristo. Adunque la fede è quella che libera per lo sangue di Cristo, perché colui è beato, al quale il peccato è rimesso e donato il perdono». E san Bernardo, Sopra la Cantica, nel sermone xxvii, conferma il medesimo, affermando che i meriti nostri non hanno parte alcuna nella giustificazione, la quale si dee tutta attribuire alla grazia, la qual ci fa giusti giatis, e in questo modo ci libera dalla servitú del peccato; e soggionge che Cristo sposa l’anima e seco la unisce per la fede, non intervenendo alcun merito delle opere nostre. Ma, per non esser molto lungo, farò fine alle allegazioni, quando prima averò detto una bellissima sentenzia di san Ambrosio. Nel libro che si intitola Di Iacob e della vita beata dice questo santo uomo che, si come Iacob, non avendo per se stesso meritato la prima genitura, si occultò sotto l’abito del fratello e si ornò della veste di lui, la qual mandava un suavissimo odore, e in questo modo s’appresentò al padre per ricevere con sua utilitá la benedizione sotto l’altrui persona; cosí è necessario che noi ci vestiamo de la giustizia di Cristo per la fede, e ci occultiamo sotto la preziosa puritá del nostro fratello primogenito, se vogliamo essere ricevuti per giusti nel cospetto di Dio. E certamente questo è il vero, perciocché, se noi compariremo innanzi a Dio non vestiti della giustizia di Cristo, senza dubbio alcuno saremo giudicati tutti ingiusti e degni di ogni supplicio. Ma, se, all’incontro, Dio ci vedrá ornati della giustizia di Cristo, senza dubbio ci accetterá per giusti e santi e degni della vita eterna. E certamente è grande temeritá quella di coloro, che pretendono di pervenire alla giustificazione per la osservanza degli comandamenti di Dio, i quali tutti si coni-