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I «Il primo autore di questo libro fu un monaco negro di san Benedetto, chiamato don Benedetto da Mantova, il qual disse averlo composto mentre stette nel monastero della sua religione in Sicilia presso il monte Etna; il qual don Benedetto, essendo amico di messer Marcantonio Flaminio, li comunicò il detto libro, pregandolo che lo volesse polire e illustrare col suo bello stile, acciò fusse tanto piú legibile et dilettevole; e cosí il Flaminio, servando integro il subietto, lo reformò secondo che parse a lui». Cosí il Carnesecchi, nelle sue deposizioni innanzi al tribunale del Sant’officio romano (cfr. Estratto del processo di P. C., edito da Giacomo Manzoni, in Miscellanea di storia Hai., edita a cura della R. Deputazione di storia patria di Torino, x (1870), 202-3). Primo il Benrath richiamò l’attenzione degli studiosi su questa importante testimonianza, per la quale caddero tutte le ragioni, che aveano fatto attribuire fin allora il Beneficio di Cristo ad Aonio Paleario: cfr. Pari. Chi fu l’autore del «Benefizio di Cristo», in Rivista cristiana , Firenze, iv (1876), 4-10; e l’altro, piú ampio, in cui il Benrath rispose ai dubbi sollevati dal Bonnet, Ueber den Verfasser der Schrift «Von der IVohltat Chris ti», in Zeitschrift filr Kirchengeschichte del Brieger, 1 (1877), 575-96. Pubblicato nel 1543 a Venezia, apud Bernardinum de Bindonis, fu presto messo all ’Indice. Se ne fecero varie traduzioni in francese, spagnuolo, inglese, croato, ecc.; ma l’oculatezza dell’autoritá ecclesiastica giunse a disperderne presso che tutti gli esemplari, sicché per lungo tempo fu ritenuto definitivamente smarrito;