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gli eletti nel regno spirituale di Cristo sono onorati, benché quella gloria non la piglino per sé, ma la diano a Dio, e che la robba è comune a tutti e glien’è lassata assai, visto che l’usano in onore di Dio e che sono sempre allegri e felici, dicono infra se stessi : — Se fussemo anco noi in quel regno, saremmo onorati e ricchi, e quella gloria la pigliaremmo per noi, e delle ricchezze ce ne serviremmo per satisfare alle nostre sensualitá, però saremmo molto felici. — Sono anco andati considerando se in quel Cristo crocifisso, nel quale i pii truovano ogni bene, vedesseno cosa alcuna che gli piacesse. E, perché in Cristo in su la croce non v’hanno visto piaceri, tesori, favori, né onori del mondo, imo tutt’il contrario, cioè povertá, infamie, ignominie, persecuzioni, cruciati e morte, però non gli è venuta, ma fuggita la voglia d’essere nel suo regno spirituale per Cristo, non truovando in esso se non cose al loro senso contrarie. Ma solo desiderano d’esservi per servirsi di Cristo e della religione, per avere robba, piaceri, onori e altri beni della presente vita. Arebbeno voluto non lassare il mondo per Cristo, imo sott’il manto di Cristo goderlo molto piú. Arebbeno voluto fare un Cristo mondano, o un mondo cristiano; ma, visto che era impossibile per la gran contrarietá che è infra di loro, si resolvette Antecristo con li suoi membri a instituire un regno simile in apparenzia, quanto era possibile, a quello di Cristo, ma in esistenzia tutto carnale e contrariissimo. E questo, acciocché sott’ il nome di Cristo, di Dio, dell’Evangelio, delle Scritture sacre, della Chiesa, concili, e finalmente sotto pretesto di santitá e spezie di bene, potesseno meglio robbare, darsi á tutte le spurcizie cd essere, con tutto questo, adorati per dii, con crocifiggere a ogni ora di nuovo Cristo. Sono adunque andati speculando quello che nello spirituale regno di Cristo fanno i veri e buoni cristiani, per essere scimmie loro, e hanno visto che credono vivamente col core in Cristo e tutti gli articoli apostolici e divini necessari alla salute, e che confessano la lor fede non solo con le parole, quando è necessario imo col proprio sangue. Ed essi, non credendo A ’i/o» maturi italiani dei Cinquecento - 1 . »7