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per averle, e molti piú poi all’escomunicato per liberarsi; e sai, giusta o ingiusta che sia, bisogna ti guardi e facci quello che vogliono, altrimenti farebbeno all’ultimo col fuoco. Sono piú gl’innocenti illaqueati che i tristi puniti. E sai, secondo loro, se tu avessi tutta la fede del mondo, se sei escomunicato, non ti puoi salvare, se non passi per le loro mani e se da loro non sei ribenedetto. La Chiesa anco di Cristo non escomunica per i peccati secreti, ed essi escomunicaranno chi avesse o sapesse la tal robba. Sará uno che la tiene ingiustamente, ma non si sa: certo è che fa male ed è escomunicato da Dio; ma non debba giá essere escomunicato dagli uomini, essendo il suo peccato secreto. E la ragione è questa. Dimmi: che ti move a escomunicarlo? Non puoi dire: — Perché si vergogni: — imo allora sará ch’el si mostrará innocentissimo. Né perché dia scandalo, essendo secreto il suo peccato. Né anco perché non corrompa gli altri, perché nel medesimo modo praticará con essi, come in prima; di poi non può nuocere al prossimo col peccato secreto. Ma essi hanno persuaso che l’escomunicazione loro sia un fulgure, piú da temersi che quella di Dio. Però, edam che in quel caso colui sia escomunicato da Dio, l’escomunicano loro per guadagnare, magnificare la loro autoritá e mostrare che hanno autoritá insino sopra le conscienzie, con farsi anco piú temere che Dio. Dipoi, quanti sono che pensano che quella robba sia loro, e forse lo sanno, e pure restano con le conscienzie turbate e desperate? Sono anco di quelli che sanno chi ha quella robba, ma secretamente; però hanno stimolo a scoprire, temono di qualche scandalo, imo e della propria vita. Alcuni anco non sanno certo se l’ha o no; altri credono ch’ella sia di colui che la possiede; e, cosí intricati, non sanno che si fare; e, dove non doverebbeno pubblicare quello che è secreto, con infamia, e molte volte ingiusta, di colui che possiede, essendo infedeli in non tacere quello che è secreto, lo pubblicano, donde ne sono nati innumerabili scandali. Alcuni altri restano di non pubblicarlo per umani respetti, e, pensando pure d’essere obbligati, restano con le conscienzie desperate, pensando d’essere escomunicati.