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PREDICA XLIII

Se è stato bene il moltiplicare tanti articoli di fede, e se siamo obbligati credergli. Hanno moltiplicato gli articoli della fede in modo tale, che non solo non si crede tutto quello che hanno determinato si creda, ma non pure si sa, io dico dalli dottori, e molto manco dalle semplici persone. E, perché molti pensano d’essere obbligati a credergli tutti, restano con le conscienzie perturbate e inquiete: però, per quietargli, voglio che vediamo se hanno fatto bene o male a moltiplicargli, e se siamo obbligati a credergli tutti. Cipriano e Ruffino vogliono che gli apostoli, dapoiché ebbeno ricevuto Io Spirito santo, innanzi che, separandosi, andasseno predicando l’Evangelio in diverse parti del mondo, acciocché da tutti si predicasse una medesima dottrina, s’adunasseno insieme, e, ciascheduno dicendo quello che con viva fede credeva, convenneno tutti nel simbolo, che da noi si chiama il Credo minore. E cosí quegli articoli, che in esso si contengono, predicorno per il mondo ciascheduno d’essi. Ma dipoi, i prelati della chiesa d’Antecristo, come se fusseno stati piú illuminati degli apostoli, hanno aggionti molti piú articoli. Il che non posso dire che sia stato ben fatto, imo son sforzato a dire che hanno fatto male. E che sia il vero, non credi tu che gli apostoli, massime dapoiché ebbeno ricevuto lo Spirito santo, e cosí la Madre di Cristo, non sapesseno tutto quello che era necessario credersi da cristiano? Pensi forse che non avesseno lume a sufficienzia, e pertanto che si sieno dannati ed essi e tutti quelli anco che gli sentirno predicare e accettorno l’Evangelio, dapoiché non credetteno tanti articoli, che di poi sono stati aggionti, e, secondo loro, necessari alla salute? Ma vien’ qua: e come è possibile che i prelati della Chiesa romana abbino avuto piú lume, che gli apostoli, in vedere tanti