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e gli imperi del mio diletto sposo sono miei, io son regina e imperatrice del cielo e della terra, le ricchezze del mio marito, cioè la sua santitá, la sua innocenzia, la sua giustizia, la sua divinitá con tutte le sue virtú e potenzie sono mie facilitá; e perciò son sancta, innocente, giusta e divina; alcuna macula non è in me; son formosa e bella, perciocché il mio dilettissimo sposo non è maculato, ma formoso e bello, e, sendo tutto mio, per conseguente tutte le sue cose sono mie, e, perché quelle sono sancte e pure, io divento sancta e pura». Cominciando adunque dalla innocentissima nativitá, egli ha con quella santificato la nativitá imbrattata della sposa sua, concetta in peccato. La puerizia e gioventú innocente dello sposo ha giustificato la vita puerile e giovenile e l’operazioni imperfette della sua amata sposa, perciocché tanto è l’amore e l’unione, che ha l’anima del vero cristiano con il suo sposo Cristo, che l’opere di amendue sono communi ad amendue. Onde, quando si dice: «Cristo ha digiunato, Cristo ha orato ed è stato essaudito dal suo Padre, ha suscitato i morti, liberato gli uomini dalli demòni, sanati gli infermi, è morto, resuscitato, asceso in cielo»; medesimamente si dice che ’l cristiano ha fatto queste medesime opere, perché le opere di Cristo sono opere del cristiano: per lui l’ha fatte tutte. Veramente si può dire che il cristiano è stato fisso in croce, e sepolto, e resuscitato, e asceso in cielo, e fatto figliuolo di Dio, e latto partecipe della divina natura. Dall’altro lato tutte le opere, che fa il cristiano, sono opere di Cristo, perciocché le vuole come cose sue; e, perché sono imperfette ed egli è perfetto e non vuol cosa imperfetta alcuna, con la sua virtú le fa perfette, a fine che la sua sposa stia sempre allegra e contenta e che non tema. Perciocché, quantunque le opere sue siano defettuose, sono però grate a Dio, per rispetto del suo Figliuolo, sopra il quale egli continuamente risguarda. Oli immensa bontá di Dio ! quanta obbligazione ha il cristiano a Dio! Non è amore umano tanto grande, che si possa comparare all’amor di Dio, sposo diletto dell’anima di ogni fidel cristiano. Onde san Paulo dice che Cristo amò la Chiesa, cioè ciascuna anima diletta sua sposa, e si offerse per quella alla Riformatori italiani del Cinquecento - i. 2