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gli avesse revelato il falso. E, se qualcuno dicesse: — Feci innanzi al voto esperienzia di vivere castamente, e ho trovato che posso, e che Dio mi dá la grazia, — dico, ch’el bisognava che ne facesse esperienzia per sempre, e non per un mese, per un anno, si come per sempre fanno voto d’osservarla. La vita nostra è tutta una provazione; forse che le tentazioni saranno piú in senettú, che in gioventú. Dirai: — Io spero ottenerla con l’orazione. — Respondo che questa non è in sé grazia essenziale al cristiano, né necessaria alla salute. Però Dio forse non ti vorrá esaudire, né dare grazia, che la domandi con fede d’ottenerla: vorrá condurti forse al cielo per altra strada. Ma dimmi: e quanti sono che vanno ad ordinarsi, e non hanno animo d’osservarla, non pure pensano quello che si fanno? Ma poniamo che tu fossi chiaro e certo d’ottenerla per sempre: offizio tuo sarebbe domandarla, e con l’aiuto della divina grazia riceverla, usarla in gloria sua, e di tutto ringraziarne Dio, non prometterla e offerirla, come s’ella fosse cosa tua. Se cognoscessi quanto sei fragile, imbecille, carnale, misero e maligno, non faresti simili voti. Vuoi promettere forse d’averla da te? o vero di disporti per averla? d’accettarla o di custodirla e preservarla con le proprie forze tue? Non sai che tutte le preditte cose sono doni di Dio? Però che prometti? di che ti glori e insuperbisci delle grazie di Dio? Vedi se sei empio. Ma guarda come Dio gli ha puniti, che dove, promettendo quello che non potevano, volseno volare sopr’al cielo, Dio gli ha lassati cadere in tutte le spurcizie, talché non osservano né la virginale né la coniugale. Di poi tu t’immagini che l’essere vergine sia gran perfezione, e aborrisci dal matrimonio come cosa immonda e come se fosse peccato; e io ti dico che una persona può essere vergine, imo e pessima senza fede e spirito. Imperocché la santitá non consiste nella verginitá, e cosí può una persona essere legata in matrimonio ed essere ottima. Nell’uno, adunque, e nell’altro stato si può essere pessimo e perfettissimo, e si debba da noi eleggere l’uno o l’altro, secondo