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modo non lo dovevano fare; perché, atteso che i primi parenti in tanto lume e grazia non osservarono un solo facile precetto di Dio, di non gustare un pomo; e come si potevano promettere* che, noi ciechi, fragili, maligni e miseri n’osservaremmo tanti e si ardui e difficili? 11 che non è stato altro, se non un irretire e illaqueare l’anime. Non si può fare quasi un passo senza cadere, tanti sono i lacci delli loro precetti! San Pietro non potè tollerare che fusse imposto il peso della circuncisione sopra le spalle dei liberi figlioli di Dio, e disse: «Che tentate Dio, volendo imporre giogo sopr’il collo de’ discipoli, il quale né voi, né i nostri padri hanno possuto portare?». O Pietro, che diresti, se vedessi ora che d’una legge di caritá, di spirito, di libertá, dolce e suave, si hanno fatto una legge di timore, di servitú e di carnali e farisaiche ceremonie, piene d’avarizia e presunzione? Agostino infino al tempo suo, scrivendo a Ianuario, si dolse di tanti precetti, e disse che del giogo suave e leggiero di Cristo si avevano fatto un giogo grave, duro, aspro e intollerabile. Pensa, se fusse in terra ai tempi nostri, quello che direbbe. Gli ebrei non fumo mai in simile cattivitá, come nel regno d’Antecristo i miseri cristiani, dalli quali è sbandita la libertá, la grazia, l’Evangelio, la fede, speranza, caritá, la misericordia, Cristo e ogni bene; e sono non liberi figlioli di Dio, ma servi e schiavi, legati, come frenetici e furiosi, con mille catene di precetti umani, e piú sotto la Legge, che innanzi che venisse Cristo. Pensa che infino Urbano quinto, ingannandosi in credere che obbligasseno a peccato, fece una gran festa, quando fu eletto papa, e disse questa essere la precipua causa perché non era piú subietto a tanti peccati, per la trasgressione degli umani precetti. Ma, se avesse avuto caritá e spirito, avrebbe liberati gli altri. Essi propri dicono che i precetti umani obbligano o no, secondo l’intenzione di chi comanda. Il che benché sia una loro invenzione, senza fondamento delle Scritture sacre, nientedimeno quanto abbi in sé del verisimile, che dalla loro intenzione penda il mio peccare o no, lo lasso giudicare a chi