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mezzo delle quali, e non per questa, abbiamo utilitá. Imperocché questa, separata da quelle, non è se non impietá, né serve se non ad ingannare le persone, con magnificarle e offuscare la gloria di Cristo. E se dicessi: — Il pensare d’avermi a confessare m’ ha pure molte volte fatto astenere da’ peccati: però è utile, — respondo che gli facesti col core, dappoiché l’aresti fatti, quando non fusse stata la confessione, e tu sei obbligato a non offendere Dio, se ben non fusse non solo la confessione, ma né vergogna, né danno, né inferno. Restò in te il veneno, e tanto piú maligno, quanto che non lo sfogasti: però la confessione, in tal caso, non ti servi nel modo pensi. Sai che cosa t’arebbe in veritá servito? Se, vivamente credendo il gran benefizio di Cristo, avessi sentito la bontá di Dio. Allora, regenerato, aresti avuto un core innamorato di Dio, e cosí per amore non Faresti offeso né con l’opere né col core. Però la confessione, nel modo che s’usa, nel regno spirituale di Cristo, dove Dio risguarda al core, non serve se non a male. Né anco serve nella polizia e regno del mondo, imperocché, per astenersi dalli peccati, che perturbano la pace e quiete delle repubbliche, sono a sufficienzia ordinate le pene; talché gli Stati e repubbliche del mondo, per preservarsi in pace, non hanno bisogno della confessione, la quale non solo non gli serve, ma gli disserve e nuoce, per li scandali che da essa sono nati e nascono di continuo. Apriamo adunque gli occhi, e, vista tanta sua impietá coperta, dissimulata santitá e diabolica ipocrisia, scacciandola per sempre, ringraziamo Dio che ci ha dato lume di cognoscerla. Al quale sia sempre onore e gloria per Giesú Cristo Signor nostro. Amen.