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e i reprobati accieca, indura e aggrava, si come si legge ne l’esodo di Faraone e de l’ebrei in Isaia; cosí quelli, che hanno in sé lo spirito di Cristo, predicando, non solo mostrano che chi crede in Cristo è salvo, ma mollificano, illuminano e infiammano il core degli eletti, e, come instrumenti di Dio, concorrono, non solo con l’orazioni e buona vita, ma precipue con la viva parola, avendo in sé lo spirito di Dio, come istrumenti suoi, a dare lume agli eletti del gran benefizio di Cristo, a fargli credere, e cosí alla remissione de’ peccati. Però Paulo gli chiama «ministri della riconciliazione». Dall’altra parte gli ritengono, non solo perché mostrano, che senza fede in Cristo gli sono ritenuti, ma anche perché, nel predicare Cristo, i reprobati diventano piú ciechi, duri e ostinati. Però disse Paulo che, si come ai buoni siamo buono odore, cosí tristo ai tristi. Queste sono le chiavi promesse e date da Cristo agli apostoli, con le quali non solo ai predestinati aprono il cielo, mostrandogli la porta aperta per Cristo, da uscire dell’inferno de’ peccati e da entrare per fede in paradiso, e ai reprobati aprono l’inferno, mostrandogli che, se non credono in Cristo, sono dannati, imo muovono gli eletti a uscire dell’inferno e i reprobati a starvi, pur per difetto loro e non della parola di Dio. Chi vorrá adunque ben considerare le parole di Cristo, vedrá che non hanno a fare con la confessione, né la favoriscono, imo gli sono contrarie: ché, dove la confessione vuole che i peccati si rimettino per quel dolore, vergogna, difficultá, umiltá, penitenzia e assoluzione, Cristo nel ditto loco disse tutt’ il contrario, cioè che rimettesseno i peccati con predicare e muovergli a credere in Cristo. E quanti sono, che si vogliano attribuire l’autoritá di rimettere e ritenere i peccati, senza che abbino in sé lo Spirito santo; imo sono pieni di peccati, ciechi, ignoranti, che non sanno che cosa sia Cristo, né Evangelio? Quando Cristo dè’ questa autoritá, in prima gli dè’ lo Spirito santo, acciò sapesseno che questa non è autoritá di carne, ma di spirito.