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potrebbe liberarsene. Ma dire le sue particolari e secrete ribalderie con propria infamia, e molte volte con scandalo d’altri, questa è cosa impissima, contraria a ogni legge naturale e giusta. Però considera come è verisimile ch’ella sia divina. Si sono anco sforzati di vedere, se potevano tirare con gli argani qualche ditto delle Scritture sacre al loro proposito, per servirsene in sostentarla; e qui è da ridere, in vedere come l’hanno stiracchiate fuori del vero senso, a volontá, per farle dire a modo loro. Pensa che alcuni hanno voluta provarla infino con le Scritture del Vecchio Testamento, come se anco gli ebrei da Moisé in qua fussero sempre stati obbligati a con fessarsi nel modo che si confessano ora li cristiani. Ma, per non perdere tempo, di due sentenzie di Cristo si fanno cavalieri. La prima: «Tutto quello, che legherete sopra la terra, sará legato in cielo, e tutto quello, che sciorrete sopra la terra, sará sciolto in cielo». Però inferiscono la confessione, nel modo si fa, è necessaria e precetto divino, perché comandata da Cristo. Ma io non mi meraviglio tanto della bella consequenzia che fanno, quanto che della loro ignoranzia in non intendere quello che Cristo disse per quelle parole. In prima, per le parole immediate precedenti, è chiaro che Cristo li parla e dá autoritá agli apostoli di legare e sciogliere gli escomunicati, e vòlse dire: «S’el vostro fratello avrá peccato, e voi in correggerlo avete servato questo ordine ch’io v’ho insegnato, e non s’emenderá, voglio che, come membro arido senza vera vita, sia preciso dal corpo mio, privo della vostra compagnia e del poter participare la cena dominica: abbiatelo per uomo legato e in mano del demonio. E piu, vi do autoritá di poterlo dare legato e ossesso in mano del demonio, acciò lo spirito si salvi, si come fece Paulo d’un corinto». Ma questa ultima autoritá, espediente giá nella primitiva Chiesa, è ora mancata, si come il dono delle lingue e del fare miracoli: però i prelati della Chiesa romana s’adiutano col fuoco. Or non ti pare che questo fusse un gran legare, e che gli escomunicati, da una somma libertá cascando, restasseno