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mai Dio con tutto el core, né el prossimo come se stesso. Però disse: «V’annunciamo per Cristo la remissione de’ peccati, dalli quali non vi poteste giustificare nella Legge»; e alli galati e romani e in piú altri luoghi: «Nessuno si giustifica per la Legge». Cristo sarebbe morto invano, se senza lui, per l’osservanza della Legge, ci fossimo potuti giustificare; imo alli romani: «La Legge non solo non giustifica, ma opera ira, e fa abbondare el peccato». Potevano bene gli ebrei senza Cristo fare delle opere estrinseche e lustrare innanzi agli occhi degli uomini; ma, si come scrisse Paulo, perché non nascevano da amore (per essere senza Cristo), erano invalide appresso a Dio. E, si come si legge nel Deuteronomio , per quelle non solo non meritavano d’entrare in cielo, imo né in terra di promissione. E piú dirò che erano immonde e abbominazione in conspetto di Dio, si come è scritto in Isaia e in san Luca. Però chi vuole da sé giustificarsi, si come scrisse Giobbe, è simile a colui che vuole mondarsi col voltarsi nel fango, e a l’uccello, che, quanto piú vuole spaniarsi, s’impania. Disse Cristo a san Pietro: «S’io non ti laverò, non avrai parte con me». Le giustizie nostre hanno a essere presentate non al tribunale degli uomini, ma a quello di Dio, dove dispiace ogni immundizia e defetto e si risguarda al core. E, si come le stelle s’offuscano in conspetto del sole, cosí l’opere nostre in conspetto di Dio. I monti si liquefanno alla sua potenza, e all’ ira di Dio ognuno si spaventa. I savi del mondo, in conspetto della divina sapienza, sono compresi nella loro astuzia, si come è scritto in Giobbe. Però chi vuole giustificarsi da sé è simile a uno, che, volendo uscire d’un laberinto, sempre s’intrica piú. Stefano negli Atti prova che tutti gli santi si sono giustificati per Cristo, e che la vera religione è sita in lui. Quella donna immonda fu sanata al tatto della fimbria di Cristo, a innuire che al tatto della fede ci salviamo. Onde negli Atti-. «Con la fede si purificano i cori». Zacheo fu giustificato, perché credette; il pubblicano e tutti gli altri santi; né c’è altro nome sotto il cielo nel quale ci possiamo salvare. Solo Cristo Giesú è salvatore del mondo. Peccò Pietro e Giuda; l’uno e l’altro si penti; Giuda di piú confessò il suo peccato e rendè Riformatori italiani del Cinquecento - 1 . io