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PREDICA III

Come la giustificazione per Cristo è ingiustamente perseguitata e falsamente calunniata. Considerando come la giustificazione per Cristo è innocente, santa, piena di spirito, caritá e virtú, e che è quella, che ci libera da ogni male e ci conduce a somma felicitá, e visto dall’altra parte come sempre è stata perseguitata e calunniata, benché ingiustamente (onde disseno gli ebrei a Paulo: «Gli è noto che in ogni loco si contraddice a questa setta»), e particolarmente nelli tempi nostri; m’è parso debito di caritá scusarla. E questo, perché molti, prestando fede a l’impie e false calunnie, che gli sono date a torto, dove doverebbono desiderarla, la fuggono come cosa pestifera e diabolica, e cosi, restandone privi, si dannano; ma molto piú per onore di Dio, imperocché gittarla cosí per terra è un offuscare la gloria di Dio, seppellire el gran beneficio di Cristo e di novo crucifiggerlo. In prima, ai gentili è parso una cosa stolta che per un crocifisso siamo giustificati. La sapienzia del mondo non è capace che un crocifisso abbi salvato el mondo dalla morte eterna e non abbi salvato sé dalia temporale. Però hanno pensato ch’el credere cosí sia una stoltizia; ed è somma sapienzia, si come Paulo scrisse. E in questo si vede la pazzia della sapienzia del mondo: che quello, che è somma sapienzia appresso a Dio, la sapienzia del mondo giudica sia suprema stoltizia; dove da l’altra parte, quello, che alli savi del mondo pare somma sapienzia, è stoltizia appresso a Dio. Per infatuare adunque Dio la sapienzia del mondo, poiché con la sua sapienzia non aveva cognosciuto Dio, elesse salvarci per mezzo d’un crocifisso, reputato dal mondo stoltizia, si come Paulo scrisse nel soprallegato loco. Mi dirai: — E come è vero che sia cosí gran sapienzia el credere che siamo giustificati e salvati per mezzo d’un crocifisso? — Respondo: Si come è impossibile persuadere a una formica quanto Riformatori italiani del Cinquecento - 1 . 9