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XV Il medesimo alla medesima Della liberazione del Cardinal Morone, che vorrebbe vedere papa, e dell’incendio del palazzo dell’Inquisizione. Spera nella propria assoluzione. Avanti che partissi di Bologna, intesi la onorata liberazione e assoluzione del cardinale Morone, e me ne rallegrai particularmente per amor di Carnesecchi, reputandola quasi una caparra della sua. Cosí piaccia a Dio ch’io mi abbia similmente rallegrare della esaltazione di quel signore a quella degnitá e grandezza, che, per giudizio di tutti i buoni, meritamente se li conviene. Ma di questo ho assai maggior desiderio che speranze, perché saria troppo felice il mondo. Qui ho trovato in grand’opinione di papato Carpi, Puteo, Medici, Montepulciano e Cesis, e il terzo maggior di tutti ; il che credo nasca dalla affezione, che li porta questo nostro principe, quale si tiene che debbe avere non poca parte in cotale elezione. Vostra Signoria ara inteso come la santa Inquisizione è morta di quella morte istessa, di che era solita di fare morire li altri, cioè di foco. E certo è stato caso notabilissimo, dal quale pare che si possa fare giudizio, che alla divina clemenzia non piaccia che quell’ufficio si exerciti da mò avanti con tanta austeritá e rigore, come si è fatto per il passato; ma che si procedi in essa con quella caritá, che è stato instituito dalli pontefici passati e che la qualitá del negozio ricerca. Sonmi grandemente rallegrato della liberazione di don Bartolomeo, e mi pare un’ora mill’anni di vederlo e abbracciarlo, si come anche il signor Mario, benché di lui mi son rallegrato prima che adesso. Quanto al fatto di Carnesecchi, non fo alcun dubbio che non sia per passare tutto come si desidera, si per la innocenzia sua, come per l’autoritá delli intercessori, che saranno molti, ma il principale il duca di Fiorenza, il quale promette di mettere arme e cavalli per aiutarlo e ritornare in stato. E se li può credere, avendone giá dato assai conveniente caparra. Vostra Signoria adunque potrá stare di buona voglia quanto a questa parte, e sperare di averlo a vedere tosto in quelle bande. Firenze, 2 settembre 1559.