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XI La medesima al medesimo Chiede e dá notizie di alcuni valdesiani, e specialmente di Mario Galeota. Vostra Signoria non manchi di farmi intendere la veritá di Isabella Brisegna, ché pò stare che sia quella che Vostra Signoria non pensa. Del patriarca ho inteso quello che Vostra Signoria ne sa; ma il signor abbate San Saluto mi ha scritto che erano remediate le cose in certo modo, che attendevano a volere ch’el pagasse non so che bolle del signor Mario. Vostra Signoria non crede a conto nullo che sia vero quello che lei mi scrive esserli stato detto, ché non fu, né può essere: cosi non fussero tanto triste le persone del mondo, come lui è fuor di simil peccato. Credesi che il viceré qua non gli abbi fatto molto utile; la causa sará forse piti perché temevano il saper suo, per quello che forse hanno voglia di fare, che per altro; e di questo basti. Ricordesi che si diceva giá di quel cardinale tante cose, che poi furono baie, per levare l’animo a chi li volesse giovare, per togliere la maraviglia delle persone. Cosi la crede donna Giulia, che me l’ha detto a me. Napoli, 17 febbraio 1565.