Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/92

86 iii - liombruno


44
Allor le donne di camera uscia,
come la donna gli aveva ordinato
presto Liombrun dentro se ne gía,
alla sua sposa egli si fu accostato;
e quella donna di dolor dormia;
presso di lei egli si fu appoggiato,
il chiaro viso e la bocca ha baciata
di quella donna, che si fu svegliata.
45
E Liombruno il mantel si mettia
e la sua donna nol vedea per niente.
Subitamente questa si dicia
infra ’l suo cuor: — Lassa, o me dolente!
che Liombruno fussi mi credia,
io bene l’ho sognato certamente.
Tapina me, ch’io non ho piú conforto!
Questo segno è che Liombruno è morto!
46
Cosí la donna, non vedendo niente,
un’altra volta si mise a dormire.
E Liombrun si fece similmente.
Piú che di prima la fece smarrire;
ma ella si voltò sí prestamente,
che del mantel non si puoté coprire,
che pur alquanto lo vidde per certo
prima che del mantel fusse coperto.
47
Ed Aquilina di dormir si finse.
Liombruno il mantello si ha cavato;
ella fu presta e con la mano il cinse,
’nanzi che del mantel sia covertato,
sí fortemente allora ella lo strinse,
dicendo: — Liombrun, chi t’ha insegnatolo
incantamento adoperi per arte?
Chi t’insegnò venire in questa parte? —