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82 iii - liombruno


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E quel romito, ch’è da Dio ispirato,
tutti gli scongiurava arditamente
che quel paese gli fusse insegnato,
dalla parte di Cristo onnipotente.
Ciascun diceva: — Io non vi son mai stato.
Ed un di loro parlò immantinente,
disse: — Sirocco ancor ha da tornare,
forse ch’ei lo saprá tosto insegnare. —
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E, cosí stando, Sirocco è arrivato
e quel romito per virtú divina
di quel paese l’ebbe domandato
che signoreggia madonna Aquilina.
E Sirocco rispose: — Io vi son stato,
e tornare io vi voglio domattina. —
E Liombruno sí gli prese a dire:
— Se ti piace, con teco vo’ venire. —
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E ’l vento disse: — Vuoi venir con mene
a quel paese, ch’è cosí lontano?
Ed aspettare io non potre’ giá tene,
amico; sicché tu ragioni invano! —
Disse Liombruno: — Io vo molto bene
e seguirotti per monte e per piano;
se domattina tu mi vuoi chiamare,
quando vorrai ’l cammin incominciare.
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Disse Sirocco: — Ed io ti chiameròe,
poiché con meco tu vuoi pur venire.
In niuno patto non ti aspetteròe,
questo ti dico e faccioti a sentire.
La strada col cammin ti mostreròe
e vederò se mi potrai seguire.
— Io son contento — Liombrun rispondia —
purché mi mostri ’l cammino e la via. —