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cantare primo 69


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E Liombruno questo dire udia,
li venne in cuor di provar sua ventura,
ed a l’anello subito chiedia
un bel destriero con buona armadura.
E ciò ch’ei domandò, tutto venia.
Liombruno d’armarsi allor procura;
da suoi parenti comiato pigliava,
e ciaschedun di loro lagrimava.
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E Liombruno si prese comiato,
tanto cavalca che giunse in Granata,
lá dove torniamento era ordinato
e la gran giostra era cominciata.
E l’altro giorno se n’andò sul prato,
dove la gente era giá ragunata.
Ivi era un saracin tanto possente,
che della giostra quasi era vincente.
34
Quel saracin avea tanta fortezza,
che niun a lui si gli volea accostare
però ch’egli era prode e pien d’asprezza;
a suoi colpi nessun potea durare.
E Liombruno, pien di gentilezza,
a lui davanti s’andò a presentare.
E disse il saracin: — O a me ti rendi,
o, se tu vuoi giostrar, del campo prendi. —
35
E Liombruno disse: — Volentieri!
Arditamente del campo pigliava.
E ’l saracin, che si tenea de’ fieri
sul buon destrier allora s’affermava;
e rivoltossi il nobil cavalieri:
l’un verso l’altro forte speronava.
I cavalieri furon riscontrati:
or udirete i colpi smisurati!