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cantare secondo 57


99 (103)
Ma pur alfine la porta spezzava:
messer Galvano dentro ne fu entrato;
piccoli e grandi, quanti ne trovava,
a tutti quanti lui la morte ha dato.
E la fata Morgana poi trovava,
quale di morte l’have minacciato.
Galvan li disse: — O tu, malvagia e ria,
menami alla prigion della tua fia. —
100 (104)
Morgana per paura lo menava
alla prigion dov’era incarcerata.
Messer Galvano fuor sí la cavava,
ch’ella era come pesce diventata.
Messer Galvano allor sí l’abbracciava,
e d’allegrezza in terra è strangosciata.
Quando rinvenne, prese a sospirare,
e d’allegrezza aveva a lagrimare.
101 (105)
Messer Galvan li disse: — Anima mia,
che morte alla tua madre vuoi far fare? —
Ed ella disse: — O dolce speme mia,
questa prigion fatela mò provare.
I’ voglio che in prigione lei si stia,
che la figliuola sua fatto ha stentare. —
Galvano di presente l’ha menata
alla prigione ed ebbela serrata.
102 (106)
Messer Galvan con lei senza fallanza
similemente in prigione ha serrata
la cameriera ch’io dissi in certanza
che al castello la guardia aveva fatta,
onde cavato avia la sua amanza.
Con lei a Camellotto fe’ tornata;
ma ’l primo luogo che lui dismontòe
si fu il castello che prima arrivòe.