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52 ii - pulzella gaia


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Messer Galvan molto si corrucciava,
intorno alla cittade ha cavalcato;
piccoli e grandi, quanti ne trovava,
a tutti quanti la morte ha donato.
E’ con la spada tutti li tagliava,
e non lasciava campar uomo nato.
Alla cittade facea guerra forte;
dí e notte stavan serrate le porte.
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Messer Galvano per quelle contrade
castelli e torri, tutte a lui s’han dare;
e poi fece grand’oste alla cittade;
quattr’anni e piú li fece dimorare.
Quelli di fuora e quei della cittade
gran falsitade s’ebbono a impensare,
dicendo: — Usciamo. Le porte apriremo,
e immantinente lui sí uccideremo. —
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E la fata Morgana have ordinato
con que’ di fuora lo gran tradimento;
ed una delle porte ha disserrato,
e dentro aveva grande afforzamento.
E gran battaglia tosto li have dato;
venneli sopra senza testamento.
Chi lo feria di dietro e chi davanti:
ora l’aiuti Cristo e li suo’ santi!
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Lo Pover Cavalier venia chiamato
messer Galvano; a Dio s’accomandava.
Chi li ha di spada e chi di lancia dato;
Galvan de’ sproni lo destrier toccava,
tra sé dicendo; — Questo è mal mercato
e nella prima schiera lui si entrava;
e con suo brando cominciò a menare,
e tutti quanti li facea scampare.