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cantare secondo 51


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Dentro a quella cittá si è un castello,
ch’è di marmore, bello e rilucente,
con duo mila finestre di cristallo,
li muri di diamante veramente;
de’ quai non può levar picchio o martello:
per arte è fabbricato certamente.
Quella cittade ha nome Pela Orso:
tu non potresti darli alcun soccorso. —
76
Messer Galvan rispose: — I’ voglio andare.
Se posso atare la dama lucente,
certo grande servigio avrò a fare
al buon Galvano, ch’è tanto valente.
E a voi, madonna, avrò a ritornare
per prender di voi gioia allegramente. —
E quattro giorni e piú si riposava;
poi contra Pela Orso cavalcava.
77
Messer Galvano giá non dimoròe,
cavalcò a Pela Orso, la cittate;
e tardi a quelle porte elli arrivòe,
che tutte quante le trovò serrate.
E in quella notte di fuora abitòe,
infino alla mattina, in su le strate.
Poi lo mattina cavalcò alla porta:
la guardia immantinente sen fu accorta.
78
Le porte fûr serrate tutte quante
quando vider venir quel cavaliero.
La guardia disse: — Non venire avante,
se lo tuo nome non mi di’ in primiero. —
Messer Galvano disse: — Io son mercante,
ch’io voglio guadagnar del mio mestiero. —
La guardia disse: — Tu non entrerai:
vista di mercadante tu non hai. —