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cantare secondo 47


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Galvano a quella tavola s’ha posto:
quattro donzelle venner di presente,
e avanti a lui apparir molto tosto,
e si ’l servir molto onoratamente.
Cento donzelle stavano in un chiostro;
piangevan tutte molto duramente.
Messer Galvan cominciò a dimandare
perché facevan sí gran lamentare.
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Onde le donne disson la cagione;
non si potean tener di lagrimare:
— Per la Pulzella Gaia ch’è in prigione,
e noi non la potemo giá aiutare.
Uno malvagio cavalier fellone
della sua gioi’ l’have a manifestare.
Quei si noma Galvan, lo desliale;
che l’alto Dio lo metta sempre in male! —
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Messer Galvan li disse: — O damigella,
per quella cortesia fatto m’avete,
sapessi ov’è la sua persona bella,
e chi è quei che in prigion la vi tiene,
per vostro amore, o gentil donna snella,
io andría in qual parte mi direte. —
Rispose la donzella: — Or te ne andrai
per tal cammino, e sí la troverai. —
62
Allor messer Galvan montò a destriero,
e infin a mezzogiorno ha cavalcato;
ad una ròcca c’ha intorno un verziero,
e dove è una fontana, fu arrivato.
Una dama cavalca pel sentiero,
cento donzelle li andavano a lato.
Messer Galvano, quando l’ha veduta,
la dama e le donzelle si saluta.