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nessuna è mantenuta nel libro. Il testo non è per nulla rivisto sui «testi a penna», ma è condotto sul cod. U fino al cant. III. ott. 37. Per le 35 ottave mancanti in U e per il cant. IV, ott. 23-24, l’edi- zione è dedotta dal testo del cav. Fortunato Lanci. Con questo pasticcio, il Bonucci si illudeva di aver scoperte le «auguste vir- ginali bellezze» della poesia antica; ma gli spropositi, che gli piov- vero tra le carte da ogni canto, sono cosi numerosi e piramidali, che quella edizione resterá per un pezzo un monumento di cieca ridicolaggine. Del resto, tutti riconobbero subito di qual pregio fosse il libro del Bonucci e non gli risparmiarono rimproveri ; ma egli soleva giustificarsi, dicendo che si era fatto correggere le bozze dalla serva. E qualche anno piú tardi mise fuori una nuova Regina d’Oriente. IX (1867). — Historia della Bella (sic) Reina d’Oriente, poema romanzesco di Antonio Pucci fiorentino, poeta del secolo di Dante, novellamente ristampato ed a miglior lezione ridotto sopra un testo a penna Marucelliano, in Bologna, 1867, in-8°, di pp. xvi-64. In fine: «In Bologna, fatta stampare dal bibliofilo Anicio Bonucci, nelle case di Costantino Cacciamani». — Ma questa edizione «ri- veduta» non riuscí meglio della prima e, se quella fu corretta dalla serva, «v’è da dubitare — diceva argutamente lo Zam- brini — non le bozze stavolta fossero rivedute dal guattero» ! Preparando questa mia edizione, le due bonucciane non po- tevano in alcuna maniera servirmi, se non per rappresentare, chi sa come trasfigurate, le varianti del testo Lanci, del quale ignoro la sorte ; e perciò mi sono valso senz’altro dei quattro manoscritti : K, M, E, U. Subito la concordia nelle lezioni e negli errori tra U ed E mi avverti che essi formano una famiglia distinta. Dove gli altri mss. hanno «ed ella fa’» (I. 30, 7), U ed E recano insieme «ap- presso fa»; —dove: «non ne pensate d’aver» (II, 33, 3) E «non v’è mestier», ed U «non vi fará mestier»; — KM «paresse» =» EU «tornasse» (II, 36, 7); — KM «che figliuol era» = EU «chi ’l signor era» (II, 37, 7); — KM «l’ha fatto» = EU «lo fece» (II, 40, 6); — KM «prima che ’l v’entrasse» = EU «parea che tremasse» (III, 2, 7). — E l’enumerazione potrebbe conti- nuare all’infinito. M aderisce per alcuni tratti ad E e per altri si mostra tribu- tario di K. Nel cant. IV 16, 7, E reca «e poi col re si mosse»; K sopprime l’«l», come sempre, per un vezzo di pronuncia, «e