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dicendo da sua parte el salutasse,
e che dicessi che infra pochi giorni
e’ bisognava che in Granata andasse,
e che mai piú convien eli’ella ritorni;
e che ’l pregava che s’apparecchiasse
di mostrar suo’costumi e modi adorni;
e se era, come si diceva, forte
lo dimostrassi innanzi la sua morte.
25
Cerbino. inteso el mandato valletto,
fu di vari pensieri inviluppato,
sapiendo a punto che, per piú dispetto,
Guglielmo, l’avol suo, aveva dato
la sicurtá al re. — Oh maladetto
fato — dicea, — che sempre mi se’ stato
contro ogni mio piacer, ogni mio bene,
crescendo sempre a me piú doglie e pene!
26
Se la mia vaga luce e dolce speme
ch’io conquisti el suo volto m’ha pregato,
ah lasso! che farò? Chi ama teme.
Sarò io mai di tanto amore ingrato?
Sospira el core e l’occhio plora e geme,
e l’un pensier mi combatte dallato,
e dice: —Segui quel che vuole Amore; —
l’altro: — Tu fara’ contro al tuo signore!
27
Pur, dopo lungo spazio, el suo pensiero
fermò di seguitar l’ardente amore.
Onde e’ si mosse; e per ogni sentiero
cavalcò a Messina, e con furore
fe’ ragunare ogni buon cavaliero,
come chi segue amor, vittoria, onore.
Tutti suo’ amici ed uomini valenti,
usi in battaglia e forti combattenti,