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pensando quella che non solamente
el suo amante a lei s’allontanava,
ma quasi tolto gli era; onde, dolente
piú che altra donna, assai si lamentava:
piangendo spesso dolorosamente
e sospirando, el suo Cerbin chiamava,
dicendo: — Ormai non ho speranza alcuna,
po’ che ’l destin m’è contro e la fortuna! —
17
Piange el pudico petto e non raffrena
di sospirare, e dice: — Oh fère istelle!
oh destino aspro! oh sventurata Eléna!
oh membre nate al mondo meschinelle !
oh lassa a me, che ’ntollerabil pena
porterò sempre! ahi sventurate quelle
che maritate contro al lor volere
son, senza in gioventú prender piacere! —
18
Dall’altra parte, inteso avea Cerbino
di questo maritaggio, onde dolente
n’era, maladicendo el suo destino,
che tolto gli ha la sua dama piacente;
e tanto s’allungava al suo confino;
e pur pensava che se per niente
avvenisse ch’ella andasse per mare,
quella per forza rapire e rubare.
19
Ma ’l savio re di Tunizi sentito
avea di questo amore alcuna cosa:
teme el passaggio non fussi impedito
e tolta quella che mandava sposa;
perch’ e’ conosce ben Cerbino ardito
e sapea sua fortezza valorosa,
e come non avea paura alcuna,
né uom teme che sia sotto la luna.