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E nella sala sta una catella,
la miglior guardia che sia mai trovata
(non la darebe per mille castella
rnesser Ruggieri, che l‘ha amaestrata),
che non si parte mai da Eléna bella
ch’ella non sia con lei ogni fiata.
Se la catella si desse a baiare,
tutta Gironda si corre ad armare.
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La zambra dove sta Elena bella
dire ti voglio com’è ordinata:
di mezzanotte luce piu che stella,
di pietre preziose eli’ è murata.
È molte donne in compagnia d’ella,
da molti cavalieri eli’è guardata:
évi una pietra c’ha nome «carbone»,
di mezzanotte luce e dá splendore.
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E non si vide mai donna nessuna
che in sé avesse tante gentilezze:
e non si trovò mai bianca né bruna
che ’n testa porti cosi bionde trezze,
e non fu mai persona nessuna
che tante avesse in sé piacevolezze;
tant’adornezza porta nel suo viso,
ben par che fosse nata in paradiso.
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Madonna Eléna è tanto bianca e netta,
ed ha il viso bianco e colorito:
tre vel d’argento ha ’n una cassetta,
de’ quai ciascuno si è molto pulito:
uno te ne darò co’ una verghetta,
la qual sempre ella suol portare in dito. —
Messer Guarnier si parte e non dimora:
la cameriera si lo chiama ancora,