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20
E tutta quella gente incatenata
subitamente si fa incarcerare,
e disse al re: — Quando fu’ innamorata,
ti presi per tenerti a solazzare,
e nella ròcca mia fui assediata,
e poi sa’ quel che mi facesti fare.
Si ch’io farò di te aspra vendetta,
or ch’io non son dell’amor tuo costretta, —
21
E la sposa del re, non ritrovando
il re né la reina per le strade,
a’ forestier mandò di botto il bando
che subito sgombrassin la cittade.
Onde, per ubbidir il suo comando,
ciascun si ritornò in sue contrade:
sentendo poi che il re non si sapea,
per tutto l’Oriente si piangeva.
22
E lo re, eh’è in pregion sanza conforto,
volendo scrivere allo ’mperadore,
disse la guardia: — Messere, egli è morto,
e tutta Roma è ad arme in grand’errore. —
E lo re, come savio e molt’accorto,
scrisse alla donna sua tutto il tenore,
si come o dov’egli era imprigionato,
ed un corrier segreto ebbe mandato.
23
Come la donna sua senti l’effetto,
non potre’dir com’ella fu dolente,
e fe’ venir di tutto il suo distretto
a piè ed a cavai di molta gente,
e con molti baron sanza difetto,
mastri di guerra, mosse incontanente;
e tanto cavalcò per tal partito,
che giunse ov’era ’n prigione il marito.