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Poi che due anni inseme furo state,
amandosi l’un l’altro d’amor fino,
per lo gran caldo avvenne un di di state,
ch’ell’erano spogliate in un giardino.
E donna Berta le trovò abbracciate,
e riprendéle per aspro latino;
ed elle disser: — Vanne, vecchiarella,
ché non cape tra noi piú tua novella. —
25
E donna Berta allor, molto adirata,
fra suo cor disse: — Io ne farò vendetta. —
Subitamente a cavai fu montata,
ed a Roma n’andò con molta fretta,
ed allo ’mperador fu appresentata,
e tutta la novella gli ebbe detta,
dicendo: — La tua figlia è ancor pulcella,
e femina è lo sposo si com’ella. —
26
Ed el rispose: — Io mi maraviglio
ch’ella abbia avuta in sé tanta malizia! —
Di ciò prese co’ savi suoi consiglio,
i quali, accesi tutti di nequizia,
dissero ognuno: — Gli si dia di piglio,
poi se ne faccia un’aspra giustizia. —
Disse il signor: — Se questo fia palese,
condanno al fuoco lui e ’l suo paese. —
27
Appresso scrisse, come savio e dotto,
a la figliuola ed allo re d’Oriente,
che, veduta la lettera, di botto
il visitasser, ché sta gravemente.
A la figliuola e al re non parve motto,
e montáro a cavai subitamente
con molta gente, e tanto cavalcáro,
ch’a la cittá di Roma si trováro.