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12
E lo re disse: — Va’ inanzi a dormire,
però eh’ a Dio vo’ fare orazione. —
E poi s’inginocchiò e prese a dire:
— O Signor mio, — con gran divozione, —
poi che per questo mi convien morire,
alla mia gente campa le persone:
poi ch’io virginitade t’ho servata,
l’anima mia ti sia raccomandata. —
13
E poi, tremando tutto di paura,
da l’altra parte si fu coricato.
E quand’ella fu assai stata alla dura,
disse: — Messer, molto avete fallato.
Per tener questi modi non si giura
il matrimonio, da Dio comandato
anzi per generare e far figliuoli. —
E ’l re piangendo disse con gran duoli :
14
— Tu se’ figliuola peggio maritata
che niun’altra che nel mondo sia;
ed io sono colei che t’ho ingannata,
come udirai contra la voglia mia. —
E tutta la novella ebbe contata,
piangendo fortemente tuttavia,
e disse: — Come tu, femina sono;
di morte degna son, cheggio perdono. —
15
Appresso disse come donna Berta
gli avea insegnato con la mente greve;
e la fanciulla, per esserne certa
(ché non credeva al suo detto di leve),
tutta dal capo al piè l’ebbe scoperta,
che parea pure una massa di neve;
e poi li disse, quando ben i’addocchia:
— Non pianger piú, ch’io ti sarò sirocchia. —