Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/229


32
G’ugnendo Salamoile in un gran piano,
el Capitan correa un suo destriere,
e Salamon domandò a mano a mano,
benched e’ conoscesse il cavaliere.
Fugli risposto ch’era il Capitano.
Chiamolio a sé e gli disse: — Fa mestiere,
perché cavalchi tu, eli’i’non cavalco,
da oggi inanzi sic mio maliscalco. —
33
E, cavalcando a lato a Salamone,
il Capitan, siniscalco novello,
egli il dimanda di sua condizione,
s’egli ha donna o sposa per anello.
— Monsignor si — risposegli il barone —
cosi potess’io diventare uccello!
Che’nanzi ch’io mangiassi, i’la vedrei
con i tre bei figliuoli ch’i’ I10 di lei;
34
però ch’io l’amo piú che criatura,
ed ella cosi me, se Dio mi vaglia. —
Salamon disse: — Com’è tanto dura,
ch’a te non viene, essendo in tal travaglia?
Ma questo è segno ch’ella non si cura
della tua morte o vita un fil di paglia! —
Ed e’ rispose: — Caro signor fino,
la testa metterei ch’eli’è in camino! —
35
Salamon disse: — Po’ t’ha abandonato
e te non cura di tue grave doglie,
tal matrimonio rompere ho pensato,
ché posso far di ciò tutte mie voglie;
ed una ricca donna d’alto istato,
savia e gentile, i’ ti darò per moglie.
Ed e’ rispuose: — 1 non credo che sia
piú sufficiente donna che la mia. —