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Ma, perché se’ di giovanezza tale,
i’ ti vo’ perdonar — gli disse accorto, —
che ma’ non arrivò in queste contrade
picciol né grande, che non fosse morto;
ma, perch’io veggio per sempricitade
t’ha fatto pervenire a questo porto,
o lassa l’arme e tutti arnesi tuoi,
e vattene al piú presto che tu puoi. —
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Rispose Bruto: — Ha’ tu tanta mattezza,
che credi per tuo dire i’ lasci l’arme?
Intendo di provar mia giovinezza
contro chi ’1 passo vorrá constrastarme ! —
Ed e’ si fo adirato e con fierezza
disse: — Se tu se’ stolto, come parme,
da po’eh’io veggio che vò’pur morire,
e tu morrai ! — E corselo a fedire.
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E di molt’arme gli tagliava adosso,
ed in piú parte la carne gli afferra.
E Bruto allor, sentendosi percosso,
e ’l sangue suo cadere in su la terra,
e la sua donna gli tornò nel cosso,
ond’egli isprona il buon destrier di guerra,
e feri quel guardian si aspramente,
che per morto l’abatte di presente.
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E quel giogante gli chiese mercede,
ed egli perdonò per cortesia,
e ’l suo cavallo degli sproni fiede
e per lo ponte subito si ’nvia.
Quando il guardian da l’altra parte vide
ch’ai suo compagno pur morte giungla,
di forte il ponte cominciò a corlare
che spesso sotto l’acqua il facia andare.