Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/198


36
Onde pensò fargli fare una corsa,
per sangue che gli uscia della fedita,
dicendo: — In prima che da lui sie morso,,
il porco, credo, lascerá la vita. —
Ma, come un cane ch’assalisce l’orso,
correva il porco colla testa ardita;
e quella gente, vedendol venire,
per tema incominciar tutti a fuggire.
37
Il porco giunse, e subito gli tolse
a pezzi a pezzi tutta l’armadura:
levando, quel cavallo i calci porse,
tale che cade in su la terra dura.
E Gismirante col cavai si volse;
il porco al petto del cavai si tura
e quantunque e’ ne prese colla branca,
menollo a terra della spalla manca.
38
E Gismirante incominciò a chiamare
l’aiuto della fata a mano a mano,
ed e* senti una boce gridare:
— Saltagli adosso col coltello in mano,

  • conciosiacosaché non può scampare,

dagli nel fianco lá dov’è piú sano. —
Ed e’ si rincorò, e molto isnello
gli saltò adosso, e diègli del coltello.
39
E, come piacque alla fata gentile,
che gli avie tolto la forza e la lena,
il porco cominciò a diventar vile,
perché del sangue avie vóto la vena,
e Gismirante giá non gli era umile,
dandogli per lo fianco e per la schena,
tanto che ’l porco cade in terra morto,
onde a sparallo fuc presto ed accorto.