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PRIMO CANTARE
I’ prego Cristo, Padre onnipotente,
che per gli peccator volle morire,
che mi conceda grazia nella mente,
ch’i’ possa chiara mia voluntá dire;
e prego voi, signori e buona gente,
che con afTetto mi dobiate udire.
I’ vi dirò d’una storia novella,
forse che mai noli’udiste si bella.
2
Ben voglio che saciate, buona gente,
ch’un, ch’ebe nome il cavalier Cortese,
si diparti per alcuno accidente
dal re Arnie e di tutto il paese,
e tanto cavalcò continuamente,
che giunse a Roma nel nobil paese,
e quie ebe un figliuol, che nutricare
lo fece e di vantaggio amaestrare.
3
Quando di quindici anni e’ fue in etade,
piú ch’altro in trenta era gagliardo e forte-
Venendo il padre in grande infermitade,
disse: — Figliuolo, i’ dubito di morte:
però, s’io muoio in questa contrada,
none istar quie, e vattene alla corte,
e racomándati a messer Tristano,
a Lancelotto ed a messer Calliano. —