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El pome della spada appoggiò al muro
e per me’ il cuore s’acconciò la punta
dicendo: — Omè lassa! Com’è duro
el partito dove io oggi sono giunta!
Per te, Guglielmo, traditore scuro,
con Dido di Cartagine congiunta
oggi sarò in inferno, con dolore! —
Poggiò la spada e misela nel cuore.
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Ed una nana, ch’udí il gran lamento
dentro alla zambra e ’l piatoso languire,
volentieri sarebbe entrata drento,
ma per temenza non ardiva gire.
Udí el mortai sospiro col lamento
ch’ella gittò, quando venne al finire.
Corse lá drento e trovolla transita,
onde stridendo si tolse la vita.
62
Corse messer Guglielmo e molta gente
al pianto della nana dolorosa,
e vidde morta in terra la innocente,
pallida e fredda di morte angosciosa:
onde trasse la spada inmantinente
del tristo petto, tutta sanguinosa,
e disse: — Spada, anzi che sia forbita,
a me, lasso! a me torrai la vita! —
63
E col viso in sul suo facea gran pianto
dicendo: — Traditor mi ti confesso,
e chiamo al mondo testimoni intanto
ch’io con teco morrò per tale eccesso,
e chi è in questa zambra da ogni canto
vedrá la morte mia simil dapresso. —
E misesi la spada con quel sangue
per mezzo el cuore, onde di morte langue.