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8 i - il bel gherardino

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Ma, quando furon giunti in quella parte,
davanti a Gherardin venne un serpente;
e uno grande orso (ciò dicon le carte)
assalí Marco Bel subitamente:
tali eran fatti star solo per arte,
uomini solean esser primamente;
e cosí gli assaliron su la strada,
onde ciascun cacciò mano alla spada.
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E lo serpente, per l’aria volando,
davanti a Gherardin trasse a ferire;
e Gherardin si difendea col brando,
però che sapea ben dello schermire;
dicendo: — Iddio, a te mi raccomando:
non mi lasciar cosí impedimentire! —
però che unque ’l serpente lo toccava
coll’ale, tutte l’arme gli tagliava.
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A Gherardin ne paria molto male
che lo serpente gli facia tal guerra:
ficcò la spada nel mezzo dell’ale,
davagli un colpo, se ’l cantar non erra,
che fu per lui sí pessimo e mortale,
che di presente cadde morto in terra;
e, nel cader che fe’, misse gran guai,
e disparí che non si vidde mai.
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Morto il serpente, e Gherardin provide
a Marco Bel, che combattea coll’orso,
gridando a voce: — L’orso mi conquide,
se da te, Gherardin, non hoe soccorso. —
E Gherardin, che suo fatto ben vide,
sprona il ronzino e inver’di lui fu corso;
e, come l’orso lo vidde venire,
Marco lascioe, e lui trasse a ferire.