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Il6 IV - ISTORIA DI TRE GIOVANI DISPERATI E DI TRE FATE
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Tal che le fece tutta dua spogliare,
e vide tutto e toccò con la mano,
tanto che lo facevan sospirare
e feciongli arricciar tutta la lana;
ed aveva ciascuna a confortare:
— La vostra malattia fie tosto sana,
e prestamente senza alcun di varo. —
Fa vista di pigliare un lattovaro.
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E tolse un di quei fichi prestamente,
lo mise in bocca ad una di coloro;
e poi a l’altra fece similmente,
e destramente nettò com’un oro:
ne dette dua per una li presente;
e, stando un poco, ciascuna di loro
cominciarono a dir: — Maestro tale,
noi siam guarite d’ogni nostro male ! —
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Andò la nuova tosto alla regina
come è guarita ciascuna donzella,
e prestamente alla zambra cammina,
e trovò come è vera la novella;
e disse a Biagio: — La tua medicina
rider faratti ben la tua scarsella. —
Rispose Biagio: — I’ vo’ mezzi e’ danari,
ché cosi fanno sempre e’ nostri pari. —
31
F. fèlli dare seicento ducati :
— E ’l resto arai, come m’arai guarita,
e tutti ti saranno annoverati
innanzi che da me facci partita.
— Per questo giorno ci sarem posati ;
domani arém la cosa me’ chiarita,
si che per ora datemi licenza,
e domani farem l’altra esperienza. —