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Tanto che disse: — Poi ch’amor m’ha giunto
e forzami a seguir tutte tue voglie,
io son regina, com’io t’ho riconto;
se ti piacessi di tèrmi per moglie,
di te come di me sia fatto conto.
Cosi fortuna adempie le sue voglie.
Ma non fare’ cotal cosa altrimente,
se non mi fai della borsa un presente.
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E vo’ che, come sai, anche a me insegni.
Veggo che fai de’ fiorini a tua posta;
€ di tal cosa non vo’ che ti sdegni ;
non so come tal cosa sia composta. —
Costui gli disse: — Guarda questi segni,
che, se pigli la borsa senza sosta
e che la scuota per li pellicini,
n’uscirá sempre fuor cento fiorini.
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— Questo è per certo una mirabil cosa !
I’ ti farò signor di questo regno,
e sarò, com’io dissi, poi tua sposa,
se di tal grazia fai l’animo degno! —
Costui, che ’l cuor in corpo non gli posa
e vede riuscir il suo disegno,
gli disse: — Io son contento: io te la dono,
se farai prima quel ch’io ti ragiono.
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— Ista’ cosi un poco e lá verrai,
ed io m’avvierò, ma vien’ lá solo.
Quivi soletta tu mi troverai. —
E cosi seppe ben tirar l’aiuolo,
diègli la borsa, e non credette mai
esser piantato cosi a piuolo.
Costei n’andò ed in zambra si misse.
Prima avea detto che Biagio venisse,