VIII. Non mi curo più di te

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VIII. Non mi curo più di te
VII


(Magl. VII, 1159).

 
Non mi curo più di te:
   Aggio preso forti rami,
   Non rispondo perchè chiami,
   Beffe mi farò di te.

5O nimico, i’ ò passato
   Oramai la dubia strada;
   Gesù mio m’ à liberato,
   Non istare a quella bada.
   Grazia ò auto ch’ io non cada,
   10Non provar più l’ esca e gli ami;
   Non rispondo, perchè chiami,
   Beffe mi farò di te.

Credesti aver gran faccenda,
   Con piaceri a me mostrare;
   15Non che ’l mio Signore offenda,
   Non ci voglio pur pensare.
   Deh omai lasciami stare!
   I’ non vo’ più tuo’ richiami;
   Non rispondo, perchè chiami;
   20Beffe mi farò di te.

Deh omai lasciami stare
   Con la tua mortal ferita!
   A’ peccati i’ vo’ pensare
   Ed a Dio, bontà infinita,
   25Io vo’ metter la mie vita
   In far tanto che Dio m’ ami.
   Non rispondo, perchè chiami;
   Beffe mi farò di te.

Or ne mostra quanto puoi
   30De’ piacer quanti ne sai.
   Se tu fussi tu e’ tuoi,
   Da me altro non arai.
   Deh pel resto sia omai1
   Questi modi falsi e grami!
   35Non rispondo, perchè chiami:
   Beffe mi farò di te.

Tu se’ stato molto attento2
   Farmi, dico, a Dio lontano.
   I’ t’ ò fatto malcontento:
   40Or sarebbe morto invano.3
   Dato gli ò nella suo mano
   L’ alma ch’ a sè la richiami.
   Non rispondo, perchè chiami;
   Beffe mi farò di te.4


Note

  1. La frase Essere per il resto manca ai vocabolarî. Pare che voglia dire, che queste seduzioni devon essere gli ultimi sforzi del mondo e del demonio. Nel senso di Considerare un’ impresa al suo termine questa espressione è anche nel Morgante (XXVII, 86) e nei Sonetti di M. FRANCO e di L. PULCI (1759), p. 30.
  2. Il cod.: atento.
  3. S’intende Cristo.
  4. Anche questa, come la I. VI, non ha l’ indicazione dell’ aria musicale ed è rimasta inedita.