Giuseppe Gioachino Belli

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L'amico de Papa Grigorio Le risate der Papa
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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LA SCAMPAGGNATA

     Nun pòi crede1 che ppranzo che ccià2 ffatto
Quel’accidente3 de Padron Cammillo.
Un pranzo, ch’è impossibbile de dìllo:
Ma un pranzo, un pranzo da restacce4 matto.

     Quello perantro5 c’ha mmesso er ziggillo
A ttutto er rimanente de lo ssciatto,6
È stato, guarda a mmé, ttanto de piatto
De strozzapreti7 cotti cór zughillo.8

     Ma a pproposito cqui de strozzapreti:
Io nun pozzo9 capì ppe’ cche rraggione
S’abbi da dì cche strozzino li preti:

     Quanno oggni prete è un sscioto10 de cristiano
Da iggnottisse11 magara in un boccone
Er zor Pavolo Bbionni12 sano sano.

16 novembre 1834

Note

  1. Non puoi credere.
  2. Ci ha.
  3. Il vocabolo accidente serve di sinonimo e di rappresentante a molte altre voci della lingua romanesca. Qui indica valore, abilità.
  4. Da restarci.
  5. Peraltro.
  6. Profusione.
  7. Cannelletti di pasta prosciugata, lunghi un pollice.
  8. Sughillo alla napolitana: “sugo di stufato.„
  9. Non posso.
  10. Sciòto: ironia di “semplice.„
  11. Inghiottirsi.
  12. Il signor Paolo Biondi: la prima corpulenza di Roma.