La piazza universale di tutte le professioni del mondo/Sonetti III

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DEL POLICRETTI IN LODE
DELL'AUTTORE.


M
Ove la penna, e la mia lingua scioglie

Vostro valor per mille essempi chiaro,
Dotto scrittore a cui l'alme donaro
Ardir si pronto, e cosi accese voglie.
Ma tal virtù volse alto ingegno accoglie
E sete al Ciel cosi diletto e caro
C'a dir di uni con stil povero, e avaro,
Tento di selva annoverar le foglie.
Come l'ingegno human le mani adopre,
E di quelli qual meno, o più s'industre,
Già foste al mondo, e d'hor sete memoria.
Fia il peggio vostro eternamente illustre,
Si come eterne sian, e illustri l'opre,
E' degno il nome di perpetua Historia.


DEL GIUCCIARDI IN LODE
DELL'OPRA.


G
IA antico Mastro antiche piazze cinse

(Meraviglie de l'arte) di bei marmi
Sculti in vari trofei, consegni, et armi,
C'indusse man con gran stupor distinse.
Quelle superbe moli il tempo vinse
Gran tempo adietro, quindi avvien che parmi,
Se l'opre, i mastri, e le memorie estinse.
Hor nuovo Fabro, e sol Piazza novella
Con novell'arte in tanto s'orna, e fregia,
Che tutto il mondo in degno seggio accoglie.
Stupor d'ingegno human poi che dispregia
L'emola penna sua quell'arte ond'ella
Se eterna, e l'opra, e altrui le glorie hor toglie.