Capitolo XX

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XX
XIX XXI
COME VIDDONO UN’ALTRA ISOLA
LA QUALE ERA CHIAMATA GRIFFA
INPERÒ CHE V’ERA IN PARTE UCCELLI E IN PARTE BESTIE
E IN PARTE PESCE, PER LA QUAL COSA EBBONO GRANDE PAURA


E andando via e’ viddono una isola molto grande e brutta, e aveva nome Griffa, e pareva ch’ella venisse incontro alla nave molto [ra]bbiosamente sì come si volesse d[ivo]rare, in parte era [uc] celli e in parte erano bestie e tenevano gli occhi e la bocca aperta e tutta pareva furiosa onde i frati dissono all’ab[ate] con grande timore: "O padre, come dobbiamo fare? E perché [ci] venga incontro una mala bestia per divorarci?". E ll’abate disse: "Non abbiate pau[ra di] niuna cosa, lo nostro signore Iddio sarà nos[tro] aiuto; e’ àcci difese molte altre volte e ancora ci potrà difendere se a llui piace". Li uccelli che v’erano sì avevano il becco ritondo e l’unghie e l’alie tagliavano come rasoi. E favellando e’ frati insieme, un altro uccello venne e recava in becco uno ramo d’albero, e quando [fu] per mezzo la barca sì llo lasciò cadere in grembo a San Brandano, e poi si partì e andava incontro a l’uccello grifagno, e fe tanta battaglia co llui che ll’uccise. E fatto questo lo buono uccello si partì e tornò adietro ond’egli era venuto.

E allora San Brandano co lli suoi frati lodòno Iddio divotamente e con umiltà; e poco stante e’ viddono un’altra isola onde si confortorono tutti. San Brandano co lli suoi frati tosto vennono a l’isola, la quale era dell’abate Albeo, e stettono là sì come erano usati e ferono ivi la festa di Natale infino alla Befania. Essendo passate tutte le feste e’ [t]oglie comm[ia]to e la benedizione dall’abate Albeo e da’ suoi frati ed entra in nave e andò via per mare di qua e di là, e giamai non ànno riposo se non nei detti dì, cioè dall’una Pasqua all’altra quando erano in queste isole preziose.