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Atto quinto
Scena sesta

../Scena quinta IncludiIntestazione 26 maggio 2008 75% Teatro

Atto quinto - Scena quinta


Fra’ Timoteo, messer Nicia, Lucrezia, Callimaco, Ligurio, Sostrata.

Timoteo
Io vengo fuora, perché Callimaco e Ligurio m’banno detto che el dottore e le donne vengono alla chiesa. Eccole.
Nicia
Bona dies, padre!
Timoteo
Voi sete le ben venute, e buon pro vi faccia, madonna, che Dio vi dia a fare un bel figliuolo maschio!
Lucrezia
Dio el voglia!
Timoteo
E’ lo vorrà in ogni modo.
Nicia
Veggh’io in chiesa Ligurio e maestro Callimaco?
Timoteo
Messer sí.
Nicia
Accennateli .
Timoteo
Venite!
Callimaco
Dio vi salvi!
Nicia
Maestro, toccate la mano qui alla donna mia.
Callimaco
Volentieri.
Nicia
Lucrezia, costui è quello che sarà cagione che noi aremo uno bastone che sostenga la nostra vecchiezza.
Lucrezia
Io l’ho molto caro, e vuolsi che sia nostro compare.
Nicia
Or benedetta sia tu! E voglio che lui e Ligurio venghino stamani a desinare con esso noi.
Lucrezia
In ogni modo.
Nicia
E vo’ dar loro la chiave della camera terrena d’in su la loggia, perché possino tornarsi quivi a loro comodità, che non hanno donne in casa, e stanno come bestie.
Callimaco
Io l’accetto, per usarla quando mi accaggia.
Timoteo
Io ho avere e danari per la limosina?
Nicia
Ben sapete come, domine, oggi vi si manderanno.
Ligurio
Di Siro non è uomo che si ricordi?
Nicia
Chiegga, ciò che io ho è suo. Tu, Lucrezia, quanti grossi hai a dare al frate, per entrare in santo?
Lucrezia
Dategliene dieci.
Nicia
Affogaggine!
Timoteo
E voi, madonna Sostrata, avete, secondo che mi pare, messo un tallo in sul vecchio.
Sostrata
Chi non sarebbe allegra?
Timoteo
Andianne tutti in chiesa, e quivi direno l’orazione ordinaria; dipoi, doppo l’uficio, ne andrete a desinare a vostra posta. Voi, aspettatori, non aspettate che noi usciàno piú fuora: l’uficio è lungo, io mi rimarrò in chiesa, e loro, per l’uscio del fianco, se n’andranno a casa. Valète!