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La forte e nova mia disaventura

Guido Cavalcanti

XIII secolo F Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Poesie Duecento La forte e nova mia disaventura Intestazione 3 gennaio 2012 75% Poesie

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta The Oxford book of Italian verse

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LA forte e nova mia disaventura
     M’ha disfatto nel core
     Ogni dolce pensier, ch’i avea d’Amore.
Disfatto m’ha gia tanto de la vita,
     Che la gentil, piacevol donna mia
     Dall’anima distrutta s’e partita ;
     Si ch’io non veggio là, dov’ella sia:
     Non è rimasa in me tanta balía
     Ch’io de lo su’ valore
     Possa comprender nella mente fiore.
Vien che m’uccide un sottile pensiero
     Che par che dica, ch’i mai nolla veggia ;
     Questo è tormento disperato e fiero,
     Che strugge, dole, e ’ncende ed amareggia.
     Trovar non posso a cui pietate cheggia,

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     Mercè di quel signore
     Che gira la fortuna del dolore.
Pieno d’angoscia in loco di paura
     Lo spirito del cor dolente giace,
     Per la fortuna, che di me non cura,
     Ch’ha volta morte, dov’assai mi spiace;
     E da speranza, ch’è stata fallace,
     Nel tempo che si more
     M’ha fatto perder dilettevoli ore.
Parole mie disfatte e paurose,
     Là dove place a voi di gire andate,
     Ma sempre sospirando e vergognose
     Lo nome de la mia donna chiamate.
     Io pur rimango in tant’avversitate,
     Che qual mira di fore
     Vide la morte sotto al mio colore.