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Felicia Hemans 1824 L 1868 Giacomo Zanella Indice:Versi di Giacomo Zanella.djvu poesie letteratura L'ora della morte Intestazione 28 dicembre 2011 100% Poesie

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L’ORA DELLA MORTE.

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della Stessa.

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    Una stagion la fronde
Ha per cader; una stagione il fiore
Per appassir: le stelle un’ora asconde,
4Ma tue, morte infedel, tutte son l’ore.

    Il giorno alla fatica,
Sacra è la sera al conversare giocondo;
Notte è de’ sogni e del riposo amica;
8Ma tutte l’ore tu passeggi il mondo.

    Ha l’ora sua la mensa,
Ora di riso e di festevol canto;
Ora poi vien che l’uom sospira e pensa;
12Ma tuo, rapace, il giorno è tutto quanto.

    Ride il garzon securo;
Ride secura sul mattin la rosa;
Ma tu già non attendi il fior maturo
16Per istender la falce ruïnosa.

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    Una stagion la fronde
Ha per cader: una stagione il fiore
Per appassir: le stelle un’ora asconde;
20Ma tue, morte infedel, tutte son l’ore.

    Quando vien men la luna,
Quando dal mar la rondin fa ritorno,
Quando imbionda la spica e l’uva imbruna,
24Noi conosciam; tu sola non hai giorno.

    Verrai co’ dolci fiati
Che carezzano il capo alle viole?
Verrai quando la neve alta è ne’ prati?
28I tuoi sentieri non conosce il sole.

    Ove più spuma il mare,
Ove ferve di danze il chiuso albergo,
In campo aperto, accanto al focolare
32Invisibil dell’uom pendi sul tergo.

    Sei coll’amico afflitto
Sovra la coltre dell’amico estinto;
Sei dove ardono i brandi, e nel conflitto
36Ebbra non scerni il vincitor dal vinto.

    Una stagion la fronde
Ha per cader; una stagione il fiore
Per appassir: le stelle un’ora asconde;
40Ma tue, morte infedel, tutte son l’ore.