Il giornalino di Gian Burrasca/18 ottobre

18 ottobre

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18 ottobre.


Come sono contento! Iersera il dottor Collalto mi ha portato una splendida scatola di tinte, e mi ha detto:

- Tieni: tu che hai tanta disposizione per il disegno, ti potrai esercitare all’acquarello...

E mia sorella, accarezzandomi i capelli, ha soggiunto:

- E così quando dipingerai penserai un poco anche alla tua sorella lontana, non è vero?

La voce con la quale mia sorella ha detto queste parole era così affettuosa che mi sarei messo a piangere per la commozione: ma il piacere di possedere finalmente una bella scatola di tinte, di quelle complete come la desideravo da tanto tempo, era troppo grande e mi son messo a saltare dalla contentezza e poi mi son rinchiuso qui in camera mia e ho voluto subito comunicare per il primo la mia gioia al giornalino, dipingendo il disegno del serraglio che avevo fatto alla villa della zia Bettina mentre ero in prigione aspettando il babbo.

Poi ho fatto vedere il mio lavoro al Collalto che ha detto:

- Ma bravo! Pare proprio un quadro dell’epoca giottesca!

Ora dico io: se non avessi avuto l’idea di fare il serraglio delle belve feroci non avrei avuto quella di disegnarlo, e allora questo lavoro non ci sarebbe stato! Dunque, certe scappate, per un ragazzo che si sente nato per far l’artista, son necessarie, e allora perché i parenti son sempre lì pronti a sgridarlo e a punirlo?

Basta, quel che è certo è che il Collalto mi ha fatto un bel regalo e che io bisognerà che in qualche modo gli manifesti la mia gratitudine.

Ho un’idea... ma mi ci vogliono tre o quattro lire per metterla in esecuzione.

Vedremo!