Il contento

Giovanni Battista Casti

1838 Odi Letteratura Il contento Intestazione 5 settembre 2011 75% Odi

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     Il crin cingetemi
Di mirti e rose,
Leggiadri giovani,
4Donne amorose;
     E miste ai cantici
Mentre intessete
Con piè volubile
8Le danze liete,
     Voci di giubilo
Canore e pronte
M’inspirin Pindaro
12E Anacreonte;
     E i carmi scorrano
Dai labbri miei
Dolci qual nettare
16Che beon gli Dei:
     Poichè Amarillide
Di questo core
Soave ed unica
20Fiamma di amore,
     Che pria sì rigida
E sì crudele
Sprezzò il mio tenero
24Amor fedele,
     Alle mie lagrime,
Alle preghiere
Prese più docili
28Dolci maniere:
     E a me con placido
Gentil sorriso
Lo sguardo languido
32Fissando in viso,
     Se m’ami, dissemi,
Già sento anch’io
Per te amor nascere
36Nel petto mio.
     E ai penosissimi
Lunghi tormenti
Allor successero
40I bei momenti;
     E l’alma Venere
Dalla sua sfera
Allor sorrisemi
44Più lusinghiera.
     Sentii dall’animo
Fuggir la noia,
E il cor riempiermi
48D’immensa gioia.
     Più chiaro parvemi
Splendere il giorno,
Più grato l’aere
52Spirarmi intorno:
     Così le lagrime
De’ mesti amanti
Compensa il termine
56Di pochi istanti,
     E la memoria
Del mal sovente
Svanisce e perdesi
60Nel ben presente.
     Or che, Amarillide,
La fiamma mia
Depose il rigido
64Tenor di pria,
     Non temo i turbini
Di avversa sorte,
Nè il più terribile
68Furor di morte.
     Me faccian vivere
I numi amici
Con Amarillide
72I dì felici;
     Nè altro mai chiedere
Da lor vogl’io,
Nè a compier restami
76Altro desio,
     Che in petto accogliere
Idee non soglio
D’insaziabile
80Fasto ed orgoglio;
     Nè brama pungemi
D’oro e di gemme
Che mandan l’indiche
84Eoe maremme.
     Abbiasi Venere
Il vago Adone,
Abbiasi Cinzia
88Endimione,
     Nè al frigio Paride
Elena invidio,
Famosa origine
92Del grand’eccidio:
     Per mille celebri
Bellezze e mille
Pera s’io cedere
96Voglia Amarille!
     Dolci qual nettare
Solo per lei
I carmi scorrono
100Dai labbri miei.
     Soavi zefiri,
Aurette liete
Che intorno l’aere
104Lievi muovete,
     Le mie di giubilo
Voci ascoltate,
E i vostri tremuli
108Moti arrestate.
     Tacete, o garruli
Canori augelli;
Tacete, o queruli
112Vaghi ruscelli:
     Chè i carmi scorrono
Dai labbri miei,
Dolci qual nettare,
116Che beon gli Dei.
     Del mio non trovasi
Più lieto core
Entro il vastissimo
120Regno di Amore:
     E così l’animo
M’empie il contento.
Che omai non restavi
124Luogo al tormento.
     Oh giorni fausti
Che amando io spesi!
Oh ardor benefico Ond’io mi accesi!
     128O amabilissima
Cara Amarille,
Dalle cui tremule
Vaghe pupille
     132Tanta discendere
Mi sento in petto
Dolcezza ch’empiemi
D’almo diletto,
     136Soave ed unica
Cagion tu sei
De’ felicissimi
Contenti miei.
     140Per te a conoscere
La vita imparo,
Per te m’è il vivere
Giocondo e caro.
     144E voi, fide anime
Che Amor seguite,
E gl’invidiabili
Miei casi udite,
     148Or che Amarillide,
La fiamma mia,
Depose il rigido
Tenor di pria,
     152Il crin cingetemi
Di mirti e rose,
Leggiadri giovani,
Donne amorose;
     156E in me di Venere
L’alto favore
Rispettin gl’invidi
Servi di Amore:
     160E sia di esempio
A ogni alma amante,
Che tutto vincere
Può amor costante.