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Guida della montagna pistoiese/Clima e meteore

Clima e meteore

../Natura del suolo e suoi prodotti naturali ../Vegetazione dell’Appennino pistoiese. La Flora e le piante d’alto fusto IncludiIntestazione 26 dicembre 2017 100% Da definire

Natura del suolo e suoi prodotti naturali Vegetazione dell’Appennino pistoiese. La Flora e le piante d’alto fusto

[p. 32 modifica]Clima e Meteore. — Il minimo e il massimo della temperatura, ricavati da recenti osservazioni, sono come segue: [p. 33 modifica]

Inverno — 1, 54; + 14, 01
Primavera + 5, 70; + 20, 57
Estate + 14, 06; + 30, 09
Autunno + 7, 30; + 22, 87

Altezza media barometrica per tutto l’anno (piano della piazzetta Cino in Pistoia) pollici 27, 11, 7.

In tutta la Valle d’Ombrone e a Pistoia il clima è variabile, ma di assai mite temperatura. L’ampiezza delle variazioni termometriche non è ridotta dalla situazione sulla zona italiana ponentale; ciò nonostante i passaggi, ancorchè sensibili, non sono violenti. L’atmosfera è meno umida di quella di Pisa e di Firenze, e altresì meno asciutta di quella di Siena e d’Arezzo: e ciò che Giovanni Villani disse di Firenze e delle sue colline, potrebbe a ragione dirsi della città di Pistoia, la quale tiene la mezzanità e la mitezza da lui pregiate, qualità che riscontrano con l’indole e la costituzione fisica degli abitanti. Il cielo ordinariamente splende d’ammirabile purezza, e nei più caldi giorni d’estate temperati sulla sera dal maestrale, brilla di splendore quasi meridionale: sono però facili le ore nuvolose, sebbene non cadano fra noi pioggie frequenti come a Firenze, dove i giorni piovosi elevansi a 114; tanto è vero che l’acqua annuale si calcola a 810 millimetri, dovecchè nella vicina Firenze giunge a 937 o 963 millimetri. La maggior quantità d’acqua cade nella seconda metà dell’autunno e nella prima dell’inverno; ed in questa son pur facili le pioggie [p. 34 modifica] dirotte e perigliose, egualmente che in tutta l’Italia centrale. La ghirlanda dei monti a settentrione e a levante non l’assicura dalla tramontana, dal greco e dal greco-levante, forse perchè, come diceva Lancisi, cotesti venti soffiano dall’alto, a quel modo che dal basso spirano i venti meridionali e di ponente. Abbiamo però nella val di Nievole, e più specialmente al luogo detto la Pieve, una configurazione di suolo, del piano e del monte, favorevolissima a dare al clima una temperie molto mite nella stagione invernale. La pianura, pochissimo elevata dal livello del mare, ed in qualche punto al di sotto del livello dell’Arno, onde gli stagni ed il prossimo padule; il postergale di monti in semicerchio a tramontana ed a levante, cosiffatto da occultare la vista dell’Appennino nevoso, sono le condizioni fisiche eccezionali di cotesta località; le quali furono anche valutate dalla Medicina, che cerca nel clima un elemento di cura per certe malattie. Su di che potrebbero farsi diversi ravvicinamenti con la temperie del suolo di Pisa, laddove il monte di San Giuliano lo protegge dalle fredde correnti appennine.