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Gioiosamente canto (Lucas)

Guido delle Colonne

XIII secolo G Indice:The Oxford book of Italian verse.djvu Poesie Duecento Gioiosamente canto Intestazione 31 ottobre 2011 75% Poesie

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta The Oxford book of Italian verse

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GIOIOSAMENTE canto,
     E vivo in allegranza,
     Chè per la vostra amanza,
     Madonna, gran gio’ sento:
     S’eo travagliai cotanto,
     Or aggio riposanza,
     Ben aggia disianza
     Che viene a compimento;
     Che tutto mal talento — torna in gioi’
     Quandunque l’allegranza vien di poi.
     Ond’io m’allegro di grande ardimento;
     Un giorno viene che val più di cento.
Ben passa rosa e fiore
     La vostra fresca cera,
     Lucente più che spera;
     E la bocca aulitusa
     Più rende aulente aulore
     Che non fa una fera
     Ch’ha nome la pantera,
     Che in India nasce ed usa.
     Sovr’ogn’altra amorusa — mi parete
     Fontana, che m’ha tolta ognunque sete;
     Perch’io son vostro più leale e fino,
     Che non è al suo signore l’Assassino.
Come fontana piena
     Che spande tutta quanta,
     Così lo mio cor canta;

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     Sì fortemente abbonda
     De la gran gioi’, che mena
     Per voi, madonna, tanta,
     Che certamente è tanta,
     Non ha dove s’asconda;
     E più che augello in frondo — son gioioso.
     E bene posso cantare più amoroso
     Che non cantar giammai null’altro amante
     Uso di ben amare, o trapassante.
Ben mi deggio allegrare
     D’Amor, che ’mprimamente
     Ristrinse la mia mente
     D’amar voi, donna fina.
     Ma più deggio laudare
     Voi, donna conoscente,
     Donde lo mio cor sente
     La gio’ che mai non fina.
     Che se tutta Messina — fosse mia,
     Senza voi, donna, niente mi saria.
     Quando con voi a sol mi sto, avvenente,
     Ogn’altra gioi’ mi par che sia niente.
La vostra gran beltate
     M’ha fatto, donna, amare;
     E lo vostro ben fare
     M’ha fatto cantadore.
     Che s’io canto la state
     Quando lo fior appare,
     Non poría ubriare
     Di cantare — al freddore.
     Così mi tene Amore — ’l cor giulente,
     Che voi siete la mia donna valente.
     Sollazzo e gioco mai non vene mino:
     Cosi v’adoro, come servo, e ’nchino.