Cari signori mi son presentato

XIX secolo

canti cantastoria Cari signori mi son presentato Intestazione 5 aprile 2013 75% canti


Cari signori mi son presentato
col lor silenzio ho compilato
un’acclamata tarantella
di Garibaldi porto novella.

Perciò vi prego di fare attenzione
su questa nuova composizione
spero che ognuno sarà contento
se ben comprende l’argomento.

E Garibaldi da piccolino
lui dimostrava un talento fino
e tutti quelli che lo incontrava
questo bambin ognun lodava.

Giunto all’età dei quindici anni
per la marina spiegava i vanni
ma in breve tempo senza riparo
si fece un bravo marinaio.

Poi da Mazzini lui fu guidato
che lo rendeva in meglio stato
molto di scherma si faceva insegnare
sempre più ansioso di guerreggiare.

«Io sono stato sempre soldato
mai di ricchezze non ho parlato
così farete miei cari figli
ben comprendeteli i miei consigli.

O che tripudio o che iniqua sorte
aver perduto la mia consorte
che maneggiava quell’arma fiera
contro il nemico sempre guerriera»

Fece partenza per Monterotondo
per conquistarlo da cima a fondo
non fu la forza competente
di tutto ciò non si fece niente.

Fece partenza per Aspromonte
ebbe il nemico sempre di fronte
ma d’una palla a lui rivale
il nostro eroe fu ferì mortale.

Versione alternativa (1885)


Cari signori mi son presentato
con rozzi versi ho compilato
un’acclamata tarantella
di Garibaldi porto novella.

Dunque vi prego di fare attenzione
su questa nuova composizione
spero che ognun sarà contento
se ben comprende l’argomento.

Garibaldi da piccolino
lo dimostrava un talento fino
e tutti quelli che l’osservava
questo bambin ognun lodava.

Giunto all’età di quindici anni
per la marina spiegava i vanni
e in breve tempo senza riparo
si fece un bravo marinaro.

Poi da Mazzini fu guidato
che lo rendeva in meglio stato
molto di scherma si faceva insegnare
e sempre ansioso di guerreggiare.

Con più coraggio il giovinetto
facea gli studi con gran diletto
e molto più s’approfittava
del gran maestro che gl’insegnava.

Ecco che alfin dell’esercizio
lasciò gli studi in precipizio
contro i tedeschi volea pugnare
ma fu annullato il suo parlare.

Allor il governo per dire il vero
di Garibaldi non sapea il pensiero
e con sospetto d’esser affrontato
nel quarantotto fu esiliato.

Fu rimandato dall’esilio
e dichiarato nel consiglio
che fosse ammesso d’arrolare
e d’Italia liberare.

Garibaldi fido soldato
che da per tutto era stimato
un valoroso battagliaro
repubblican vero e sincero.

Fece partita per Monterotondo
già per disfarlo da cima a fondo
con poca forza si fece avanti
ove si arresero tutti quanti.

Poco distante trovò Mentana
ma Garibaldi con voce umana
fece coraggio contro i ribelli
dicendo: Aiuto cari fratelli.

Videro tutti il gran guerriero
che veramente era sincero
quei volontari forti e gagliardi
dicevan: Viva Garibaldi!

Allor con la forza prese Digione
e combatteva per la Nazione
e dando esempi a tutta la gente
che Garibaldi non vuole niente.

Mosse la guerra per Aspromonte
trovò disgrazia sempre di fronte
perché una palla di lui rivale
il nostro eroe fu ferì mortale.

Quanti disastri si presentava
ma Garibaldi nulla curava
più che dal cuore gli fu rapita
la bella donna di nome Anita.

Ahi che dolore! che acerba sorte!
D’aver perduto la gran consorte
che maneggiava quell’arme fiera
contro il nemico sempre guerriera.

A Montevideo portò Vittoria
in altre parti non ho memoria
che per compire tutto l’arcano
mi ci vorrebbe un libro sano.

Quando a Marsala fu sbarcato
senza timore ebbe inalzato
la gran bandiera stella d’Italia
con mille uomin fecer battaglia.

Disse Mazzini al Parlamento:
prendete Roma che ora è tempo
non vi lasciate lusingare
con poca forza può pigliare.

Garibaldi tentò la sorte
vogliamo Roma o pure la morte
fate coraggio garibaldini
che distruggeremo i papalini.

Non fu la forza competente
di tutto ciò non fece niente
ma i bersaglieri con gran manforte
a Porta Pia spezzaron le porte.

E dopo tanto guerreggiare
l’acerba morte lo va a trovare
ma disse pria del suo morire:
- Darò un esempio per l’avvenire.

Cari miei figli sono avvisato
all’ultim’ore ho terminato
dunque ascoltate senza timore
una parola del genitore.

Io sono stato sempre soldato
mai di ricchezza ebbi parlato
così fareste cari miei figli
ben comprendete questi consigli.

Dopo mia morte mi brucerete
e le mie ceneri conserverete
mi porterete alla smarrita
sotto quel salcio della mia Annita.

Così cessava di parlare
e tutti a piangere e a sospirare
nell’aver perso quel gran tesoro
che per l’Italia fu un ristoro!

Oggi onoriamo con monumento
in allegria ognun contento
e riserbate nei vostri cuori
di Garibaldi i suoi decori.

Più non si trova un uomo uguale
di quel bellissimo naturale
però facciamo di lui memoria
tutti acquistate la debol storia.

Troppo voleva ben gustare
quella pretaglia fe’ penare
tutti innocenti alla tortura
pieni di preci ma d’impostura.

E tutti corvi li toccò cessare
che Garibaldi gli faccia tremare
fecero presto il suo dovere
dopo fu tolto il lor potere.

Per tutto il mondo si sente parlare
che Garibaldi sempre onorare
d’un monumento con feste e lodi
viene innalzato in mezzo a Todi.