Babb' e Becchina, l'Amor e mie madre

Cecco Angiolieri

Aldo Francesco Massera XIII secolo Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Babb' e Becchina, l'Amor e mie madre Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT
Se Die m'aiuti, a le sante guagnèle S'i' fosse foco, arderei 'l mondo
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti (Cecco Angiolieri)
[p. 111 modifica]

XCVII

Distingue per capi le sue tribolazioni.

Babb’e Becchina, l’Amor e mie madre
m’hanno si come tord’a siepe stretto;
prima vo’ dir quel, che mi fa mi’padre:
4che ciascun di da lu’ son maladeito.
Becchina vuole cose si leggiadre,
che non la fornirebbe Malcommetto;
Amor mi fa ’nvaghir di si gran ladre,
8che par che sien figliuole di Gaetto.
Mie madr’è lassa per la non potenza,
si ch’i’ lo debb’aver per ricevuto,
11da po’ch’i’so la sua malavoglienza.
L’altrier passa’per vi’e dicll’un saluto,
per disaccar la sua mal’accoglienzn;
14si disse: —Cecco, va’, che sie fenduto! —